Il pallino della fotografia

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Eventi appena conclusi:

“I Giardini Segreti - 
Diari della Bicicletta di Città”

Mostra fotografica svoltasi
dal 1 al 3 marzo 2013
nel contesto di BiciFi - Florence Bike Festival
presso la Fortezza da Basso di Firenze

Vedi le foto esposte alla mostra

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Monique Erba Robin ha trovato molto presto nella poesia il suo modo di guardare il mondo. Parole, immagini, la luce che disegna le cose e ne rivela l’anima nascosta. Varie forme espressive che captano le sottili vibrazioni del reale, ne rivelano la bellezza.

Il segno, la luce e il tempo. “Per me il rumore del tempo non è triste: amo le campane, gli orologi a pendolo, i cronometri – e mi ricordo che in origine il materiale fotografico derivava dalle tecniche dell’ebanisteria e della meccanica di precisione: in fondo gli apparecchi fotografici erano degli orologi da guardare e, forse, dentro di me qualcuno di molto vecchio ode ancora nell’apparecchio fotografico il rumore vivente del legno”. Le parole di Roland Barthes sono il filo di Arianna per penetrare nel mondo di immagini di Monique. Il tempo e la fragilità delle cose, l’istante che si consuma: “Con due dita raccogliamo lo stupore/ con il quale incorniciamo/ la leggera fragilità di ciò che fugge…”. Nelle sue poesie è già presente il tema di fondo delle sue immagini fotografiche, la via che la condurrà a fissare volti e paesaggi, il racconto struggente dell’esistenza, il segreto della memoria. Ma anche antiche professioni che scompaiono, vecchi borghi dimenticati, mestieri di artigiani, strumenti musicali che sembrano sculture, piazze rivisitate dall’arte moderna, in cui presente e passato si sfiorano come le mani disegnate a Vinci da Mimmo Paladino.


I suoi studi presso la Libera Accademia di Belle Arti di Firenze, dove consegue il diploma di Graphic Design e Fotografia, le forniscono gli strumenti tecnici, la piattaforma culturale necessari alla crescita della sua vocazione espressiva. Poi la passione per il teatro e gli insegnamenti di Massimo Agus, Marco Caselli Nirmal e Carlo Cantini.

Ha fotografato spettacoli e personaggi, attori di prosa e cantanti: Erri de Luca, Elisabetta Sgarbi, Gianmaria Testa, Toni Servillo, Nino d’Agata, Massimo Foschi, Roberto Ciufoli, Pamela Villoresi, Roberto Vecchioni, Francesco Guccini, Lucio Dalla, oltre ad alcuni tra i più prestigiosi lavori di Daniel Buren.

Partecipa a numerose iniziative culturali e mostre organizzate da enti pubblici e privati.


Nei suoi lavori e progetti di ricerca, spesso di carattere fotografico-letterario, il tema della memoria si intreccia con l’osservazione del presente, la ricerca di tracce invisibili, il racconto di esistenze e di luoghi. “La memoria non è mai cimitero”, lo spettacolo della Compagnia Marco Gobetti che Monique ha fotografato tra i primi suoi lavori, può essere anche l’indicazione di un percorso. Storie che diventano poesia, colori ammalianti della natura e delicate filigrane di bianchi e di neri da cui talvolta filtra una lieve malinconia. E con un sorriso alla volpe di Saint-Exupery, ne accetta la sfida: “L’essentiel est visibile aux yeux”.